alimentazione

Couscous e memorie: come donne nordafricane riscrivono la storia di salemi

Un’esplosione di colori, profumi e voci: una cucina che racconta storie di migrazione, resilienza e un’inaspettata integrazione. Nel cuore della Sicilia, a Salemi, un progetto unico trasforma un passato doloroso in un futuro di speranza.

Un’osteria nata dalla rinascita

Un’osteria nata dalla rinascita

L’Al Ciliegio, un tempo simbolo del potere mafioso, è oggi un’oasi di comunità e tradizione. Migliaia di metri quadri recuperati, trasformati in un agriturismo dove il profumo del couscous si mescola a quello della terra e degli agrumi.

Più di una dozzina di donne, provenienti da Tunisia e Sicilia, lavorano fianco a fianco in una cucina che è un vero e proprio crogiolo culturale. Un’orchestra di mani che impastano, spellano, tagliano, mescolano: un rituale antico, tramandato di generazione in generazione.

“È come una festa in Tunisia!” racconta Salha Zaouali, con gli occhi che brillano di un’emozione autentica. “Lì, le donne sempre preparano il couscous insieme”. La sua voce è un filo conduttore di un’esperienza collettiva, un legame che supera le barriere linguistiche e culturali.

Il Progetto Donna, nato dieci anni fa, è un esempio straordinario di come la cucina possa diventare un ponte tra mondi diversi. Giusy Agueli, la figura centrale del progetto, fornisce supporto e ascolto alle donne, aiutandole ad affrontare le sfide dell’integrazione. “All’inizio, alcune avevano bisogno dell’approvazione dei mariti,” spiega Agueli. “Ora, le donne più esperte le incoraggiano a prendere in mano il proprio destino.”

Amna Said, Anna Maria Bongiorno e Raja Chaouch sono solo alcune delle donne che hanno trovato a Salemi una nuova casa e un nuovo scopo. Un’esperienza che va ben oltre la semplice occupazione: è un’opportunità per imparare l’italiano, condividere ricette e costruire relazioni solide.

La storia di Al Ciliegio è anche la storia di una terra segnata dal male, ma che ha saputo rinascere grazie al coraggio e alla determinazione di queste donne. La proprietà, confiscata alla mafia dopo anni di lotte, è diventata un simbolo di giustizia e di speranza. Vito Puccio, presidente di Fondazione San Vito Onlus, sottolinea: “Se volete trovare la mafia, dovete seguire i soldi. Questa struttura è nata da quel denaro”.

Oggi, il ristorante offre un’autentica cucina siciliana, con ingredienti biologici provenienti dalle aziende agricole locali. Ma la vera magia di Al Ciliegio risiede nell’atmosfera che si respira in cucina: un luogo dove il cibo è un linguaggio universale, un modo per celebrare la diversità e per costruire un futuro migliore. Il couscous, simbolo di un’identità culturale, si trasforma in un’occasione di incontro e di condivisione. Un’immagine potente di come la cucina, quando è fatta con amore e passione, possa davvero cambiare il mondo.