alimentazione

Proteine nel cocktail? l'ultima, assurda, tendenza alcolica

Dimenticate il gin tonic e il mojito. Il futuro della mixology potrebbe essere… proteico. Sì, avete capito bene: i bar stanno iniziando a sperimentare con l'aggiunta di proteine ai cocktail, un trend che sta nascendo nelle palestre e che ora irrompe, con un certo sfrontatezza, nel mondo dell'aperitivo.

Una corsa all'aggiunta di proteine, un po' ovunque

La febbre della proteina è palpabile: la troviamo nelle bibite gassate, nei dolciumi, persino nel caffè Starbucks. Ma la scienza è chiara: le proteine sono benefiche per cuore e ossa, e contribuiscono a un senso di sazietà. E se i nutrizionisti ne parlano da tempo, ora anche i social media, in particolare TikTok, amplificano il fenomeno. Buffalo Wild Wings, catena di ristoranti americana, ha lanciato il “Espresso Proteini”, un Martini Espresso con 10 grammi di proteine in polvere e il loro signature dry rub. Un mix, diciamocelo, che lascia perplessi.

“Le persone cercano proteine ovunque”, ha dichiarato Tristan Meline, brand president di Buffalo Wild Wings, a Esquire. Ma la verità è che i cocktail proteici non sono una novità assoluta. I bartender più esperti sanno da tempo come arricchire le bevande con ingredienti proteici. Un classico come il Whiskey Sour, con i suoi bianchi d'uovo montati, ne è un esempio lampante. Molti cocktail “sour”, infatti, contengono bianchi d'uovo. Ma la creatività non si ferma qui: si utilizzano latte, grassi e persino brodi per aggiungere profondità di sapore e un pizzico di salinità.

Dalla tradizione al balkan breakfast: il cocktail come integrazione

Dalla tradizione al balkan breakfast: il cocktail come integrazione

Warrenpeace, un cocktail bar di Tribeca, New York, ha elevato il concetto a un livello superiore con il “Balkan Breakfast”. Ispirato alle tradizioni albanesi, dove il Raki, un distillato d'uva, è una bevanda popolare, il cocktail include un'infusione di semi di sesamo, una fonte eccellente di proteine vegetali. Aggiungendo Borghetti espresso liqueur e cold brew, il risultato è un cocktail pre-workout che sembra uscito da un laboratorio di nutrizionisti.

E che dire del Bullshot? Un cocktail storico a base di brodo di manzo, Worcestershire, sale di sedano e, naturalmente, vodka. “Lo conoscevo perché lo beveva mio padre”, racconta Yasmin Kaytmaz, proprietaria di The River a Chinatown, New York. Un cocktail che, diciamocelo, sa di comfort food e che potrebbe essere l'antidoto perfetto per una serata troppo lunga. A Cambridge, Massachusetts, State Park Bar ha osato con il “Chicken Soup Martini”, un dry martini a cui è stato aggiunto un estratto di ossa di pollo tostate (ottenuto dissolvendo le ossa in acido). Un'idea originale, mutuata dal celebre bartender Mr Lyan a Londra.

Certo, l'alcol può compromettere l'assorbimento delle proteine e inibire la crescita muscolare, come avvertono gli esperti della National Academy of Sports Medicine. Ma Christopher Wolstenholme, fondatore di Mate! protein cocktails, ci ricorda che “un paio di drink non sono un dramma”. Anzi, le proteine nei cocktail potrebbero aiutare a ridurre i postumi della sbornia e a controllare la voglia di snack notturni.

Insomma, il mondo del bere, dopo millenni, continua a stupirci. Chi lo sa, forse un giorno troveremo il cocktail perfetto: quello che disintossica e fa crescere i muscoli. Ma, per ora, godiamoci questa bizzarra e inaspettata evoluzione. La prossima volta che ordinerete un cocktail, non stupitevi se vi viene offerta una dose extra di proteine. È solo l'inizio.