Crisi climatica: 4 attivisti svelano la lettura essenziale per agire ora
- Un percorso di consapevolezza: le letture consigliate
- Xiye bastida: “begin again” – un appello alla resilienza
- Leah thomas: “black nature” – un’anomalia da esplorare
- Robin wall kimmerer: “braiding sweetgrass” – la sapienza ancestrale
- Patricia ononiwu kashian: “forest euphoria” – la natura e l’identità
- Camille t. dungy: “soil” – un atto politico
- Sophie strand: “the body is a doorway” – oltre la guarigione
- Vandana shiva: “who really feeds the world?” – un’analisi critica
- Ayana elizabeth johnson: “what if we get it right?” – immaginare un futuro migliore
- Lulu miller: “why fish don’t exist” – un rifiuto della categorizzazione
La Terra urla. Ogni anno, il 22 aprile, l’Earth Day ci costringe a confrontarci con l’impronta ecologica che lasciamo e con il nostro rapporto sempre più fragile con il pianeta. Ma la lotta contro il cambiamento climatico non è uno slogan, è un impegno costante.
Un percorso di consapevolezza: le letture consigliate
Vogue ha chiesto a quattro attivisti di spicco – Xiye Bastida, Pattie Gonia, Isaias Hernandez e Leah Thomas – di curare una lista di letture che offrano contesto e prospettiva sulle sfide del clima, della sostenibilità e della resistenza. Un’occasione preziosa per informarsi e, soprattutto, per agire.

Xiye bastida: “begin again” – un appello alla resilienza
Il libro di Oliver Jeffers, “Begin Again”, mi ha sempre colpito per la sua capacità di farci riflettere su come siamo capaci di essere umani. È un’opera che invita alla speranza e alla forza, un promemoria costante della nostra capacità di ripartire e di reinventarci. Ogni volta che lo leggo, sento la fiamma del mio attivismo divampare con rinnovata intensità.

Leah thomas: “black nature” – un’anomalia da esplorare
“Black Nature” di Camille T. Dungy riscrive la definizione di ‘natura’, ponendo al centro la voce dei poeti afroamericani e le loro esperienze complesse e profonde con la terra. Un monito potente: la nostra connessione con la natura non è una questione di distanza, ma di appartenenza. La narrazione ambientale afroamericana è stata spesso ignorata, ma è cruciale per comprendere le dinamiche del cambiamento climatico.
Robin wall kimmerer: “braiding sweetgrass” – la sapienza ancestrale
“Braiding Sweetgrass” di Robin Wall Kimmerer è un’opera che ci apre le porte alla saggezza della Terra. Leggerlo è come sedersi accanto al fuoco e ascoltare le storie della nostra nonna, le lezioni sulla vita e la nostra responsabilità collettiva verso Madre Terra. Un’esperienza profonda e trasformativa.
Patricia ononiwu kashian: “forest euphoria” – la natura e l’identità
“Forest Euphoria” di Patricia Ononiwu Kashian esplora l’inaspettata intersezione tra natura e queer identity. Attraverso un mix di naturalismo e autobiografia, il libro ci invita a sviluppare un legame più profondo con il mondo non umano, dai funghi agli animali, e a riconoscere come le nostre identità possano essere specchi della ricchezza naturale.
Camille t. dungy: “soil” – un atto politico
“Soil” di Camille T. Dungy ci mostra come prendersi cura della terra possa essere un atto politico potente, soprattutto per le donne nere che rivendicano spazio, cura e senso di appartenenza. Un riflettere sulla profonda connessione tra il nostro rapporto con il suolo, la nostra casa e la nostra comunità, e la lotta per un futuro vivibile.
Sophie strand: “the body is a doorway” – oltre la guarigione
“The Body Is a Doorway” di Sophie Strand è un libro che ci invita a riconsiderare il modo in cui trattiamo noi stessi, collegando le esperienze di malattia cronica, la mitologia e la storia ambientale dei paesaggi. Un invito a ampliare la nostra capacità di connessione con il mondo non umano, aprendo le porte alla guarigione e alla comprensione.
Vandana shiva: “who really feeds the world?” – un’analisi critica
“Who Really Feeds the World?” di Vandana Shiva ci costringe a interrogarci sul potere delle grandi corporation alimentari e sulla distruzione della biodiversità. Un’analisi lucida e senza filtri sulle dinamiche politiche che regolano il nostro sistema alimentare.
Ayana elizabeth johnson: “what if we get it right?” – immaginare un futuro migliore
“What If We Get It Right?” di Ayana Elizabeth Johnson ci ricorda che l'immaginazione positiva è fondamentale per un futuro migliore. Invece di concentrarci sui problemi, dobbiamo abbracciare le infinite soluzioni che aspettano di essere implementate. Un libro per chi non ha paura di sognare un mondo diverso.
Lulu miller: “why fish don’t exist” – un rifiuto della categorizzazione
“Why Fish Don’t Exist” di Lulu Miller ci insegna che il modo più radicale per affrontare un mondo che vuole categorizzare e controllare tutto è rifiutare di essere classificati. Un messaggio potente e universale, applicabile a pesci, identità queer, ecosistemi e ogni movimento che si oppone al sistema.
La crisi climatica non è un’incertezza, ma una sfida che richiede azione immediata.