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Capitolio: i 'rivoluzionari' chiedono risarcimenti alla polizia

Una scena surreale: gli stessi individui accusati di aver partecipato all'assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, ora intentano una causa contro le forze dell'ordine che cercavano di fermarli, chiedendo milioni di dollari per presunte lesioni fisiche ed emotive. Un'inversione di responsabilità che solleva interrogativi inquietanti.

Il contesto: un'assalto, una causa

La causa, presentata in Florida, sostiene che la risposta delle forze dell'ordine, tra cui la polizia del Campidoglio e quella di Washington D.C., sarebbe stata eccessiva e ingiustificata durante la violenta manifestazione in cui sostenitori di Donald Trump tentarono di impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden. L'uso di gas lacrimogeni e altri agenti irritanti, insieme ad armi da polizia, viene contestato come una reazione sproporzionata.

Ma lo strano non è solo l'esistenza della causa. È la composizione dei querelanti. Tra i principali attori legali figurano nomi noti per il loro coinvolgimento nell'assalto: A.J. Fischer, membro dei Proud Boys graziato da Trump dopo essere stato accusato di aggressione, e i coniugi Patrick e Marie Sullivan, presenti nella folla e colpiti da pallini di pepe e spray chimico. Non solo, ma la lista comprende anche Dominic Pezzola, accusato di aver scosso una finestra con uno scudo di riposto, e Christopher Worell, noto per aver sparato spray al peperoncino contro gli agenti.

Lo scenario è desolante: individui che hanno cercato di rovesciare un'elezione, ora cercano di arricchirsi a spese dei contribuenti americani. La scelta di un tribunale della Florida, dove il Dipartimento di Giustizia ha recentemente liquidato una causa simile intentata da Michael Flynn, non fa che aggiungere un ulteriore strato di sospetto.

Il precedente flynn e la grazia presidenziale

Il precedente flynn e la grazia presidenziale

Il caso Flynn, con il suo risarcimento di 1,25 milioni di dollari, offre un precedente preoccupante. La costante concessione di grazia da parte del presidente Trump a figure coinvolte negli eventi del 6 gennaio ha creato un ambiente in cui questi individui si sentono immuni dalle conseguenze delle loro azioni. La loro innocenza proclamata, paragonata a quella di “cuccioli appena nati”, appare cinica e offensiva per chi ha subito le violenze di quel giorno.

La domanda che sorge spontanea, con un pizzico di amara ironia, è questa: fino a quando si potrà sfruttare il sistema legale per trasformare un atto criminale in un’opportunità di profitto? L'America, un paese fondato sul principio della giustizia, rischia di diventare una terra in cui l'illegalità viene premiata.