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Martha graham: un secolo di danza e un’eredità senza tempo

A cent’anni dalla sua prima esibizione, Martha Graham, titanessa della danza moderna, continua a risuonare nelle sale e nei cuori. Non una semplice commemorazione, ma una rilettura vibrante di un’Arte che ha saputo coniugare l’antico e il moderno, il personale e il politico, lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale americano e mondiale.

Un’eredità che danza ancora

La Martha Graham Dance Company, attiva da quasi un secolo, è il custode di questo straordinario patrimonio. Il centenario, celebrato con gli spettacoli Graham100 al City Center di New York, non è un mero omaggio al passato, ma una celebrazione della vitalità e della capacità di rinnovamento di un’Arte che si evolve pur mantenendo salde le sue radici. Un nuovo documentario, We Are Our Time, in onda su PBS, offre uno sguardo intimo e privilegiato sul mondo della compagnia, dalle prove ai tour, svelandone le dinamiche e le sfide quotidiane.

Il film, diretto da Peter Schnall e Cyndee Readdean, non si limita a celebrare la figura iconica di Graham, ma si concentra sulla generazione attuale di danzatori, eredi di una tradizione complessa e impegnativa. La presenza di Meryl Streep, che presta la sua voce per interpretare le parole di Graham, aggiunge un ulteriore tocco di prestigio alla produzione. La scelta di Streep, seduta su una sedia durante le registrazioni, come Graham stessa, è un dettaglio significativo che sottolinea la profonda connessione tra l’attrice e la danzatrice.

Il corpo come linguaggio universale

Il corpo come linguaggio universale

L'opera di Graham, profondamente radicata nell'esplorazione delle emozioni umane e delle dinamiche sociali, ha saputo trascendere i confini temporali e geografici. La tecnica Graham, basata sulla contrazione e il rilascio del busto, ha rivoluzionato il linguaggio della danza, aprendo nuove possibilità espressive e influenzando generazioni di artisti. Appalachian Spring, il celebre balletto del 1944, è un esempio emblematico di questa capacità di coniugare la tradizione americana con una visione universalmente comprensibile. Come scrisse Graham a Aaron Copland, “Alcune cose sono vive per tutti noi, sebbene lontane nel passato reale. L’America è per sempre popolata da personaggi che camminano con noi nel presente in modo molto reale”.

Oggi, figure come Jamar Roberts, attuale coreografo della compagnia, dimostrano come l’eredità di Graham possa essere reinterpretata in chiave contemporanea. We the People, il suo primo lavoro per la Graham Company, è una vibrante riflessione sulla società americana, che fonde la tecnica Graham con elementi di musica e danza contemporanea. Lloyd Knight, con la sua interpretazione intensa e commovente, incarna lo spirito indomito e la profonda umanità che caratterizzano l'opera di Graham.

Un’eredità che si rinnova

Un’eredità che si rinnova

Janet Eilber, direttrice artistica della compagnia dal 2005, ha saputo guidare la Graham Company verso il suo secondo secolo di vita, promuovendo un approccio innovativo e inclusivo. “Non stiamo creando un santuario sacro a Martha Graham,” afferma Eilber nel documentario, “ma onoriamo la sua sete di novità.” Questa apertura all’innovazione si riflette anche nei viaggi della compagnia, che la portano in luoghi lontani come la Cina, dove Xin Ying ha potuto riunirsi con la madre e sua figlia, testimoniando l’universalità del linguaggio della danza. Il rifiuto di Graham di esibirsi davanti ai nazisti durante le Olimpiadi di Berlino del 1936 rimane un simbolo della sua integrità morale e del suo impegno civile, valori ancora oggi attuali.

La tensione tra la natura effimera della danza e la volontà di fissarla attraverso il cinema è un tema centrale del documentario. Nonostante i cambiamenti e le sfide, come il trasferimento imminente della compagnia da Westbeth a nuovi studi nel cuore di Midtown, l’eredità di Martha Graham continua a vivere, alimentata dalla passione e dalla dedizione dei suoi artisti. Come affermava Graham,