Da missionario in california a massaggiatore erotico a tokyo: la svolta inaspettata di ac
AC, quarantacinque anni, ex-insegnante di inglese in Giappone, oggi si dedica a un'attività ben diversa: massaggi erotici per donne. Una storia sorprendente, raccontata a Esquire, che rivela un lato inatteso della vita maschile in un paese dove le zone grigie di legge si ampliano tra desiderio e convenzioni sociali.
Un'attrazione per il corpo che nasce presto
Fin da giovane, AC racconta di aver sentito una forte attrazione per la sessualità, una spinta che lo ha portato a cercare connessioni con donne che condividessero i suoi desideri. L'idea di trasformare questa passione in una professione non gli era mai passata per la testa, almeno fino a un giorno a Tokyo. Un amico, coinvolto già da tempo nell'industria dell'intrattenimento per adulti, gli offre un'opportunità che cambia la sua vita: lavorare nel porno.
Inizialmente, AC ricopre ruoli dietro le quinte in uno studio specializzato in scene con attrici giapponesi e uomini afroamericani. Ma un imprevisto – un attore con problemi di erezione – lo catapulta in primo piano. Da quel momento, la sua carriera nel porno decolla, affiancata da una nuova ricerca: l'offerta di massaggi per donne.

Il massaggio come eufemismo per un servizio intimo
In Giappone, il termine “massaggio” spesso nasconde un'attività di natura sessuale. AC si rende conto di questa peculiarità e decide di provare. “All'inizio ero scettico, pensavo fosse una truffa”, confessa. Ma dopo un colloquio e la pubblicazione del suo profilo, riceve la sua prima cliente. L'istruzione è minima: una rapida spiegazione sull'uso di un vibratore fornito dal locale e un “in bocca al lupo”.
Il suo tariffario è di 100 dollari all'ora, e la domanda è alta. La legge giapponese permette attività sessuali che non includano la penetrazione, e AC si muove in questa zona grigia, evitando di pubblicizzare direttamente il tipo di servizio offerto. “La metà delle mie clienti non desidera alcun rapporto sessuale, l'altra metà lo considera essenziale”, spiega. La maggior parte sono donne giapponesi, incuriosite dagli stranieri e dagli uomini neri.

Clienti di tutte le età, un “counseling sheet” e la ricerca del piacere
Le clienti di AC spaziano dai vent'anni ai settant'anni, e l'età o l'aspetto fisico non sono fattori determinanti. Ciò che conta è la motivazione: il desiderio di esplorare la propria sessualità. Prima di ogni incontro, le clienti compilano un “counseling sheet” in cui indicano le pratiche sessuali desiderate, con una netta prevalenza di rapporti orali. “In Giappone, ci si aspetta che la donna fornisca rapporti orali, ma non che li riceva”, osserva AC.
Gli incontri spesso si svolgono in “love hotel”, stanze a ore disponibili anche per pochi minuti. “Una volta sono stato in un hotel a tema Disneyland. Spero che per lei sia stato il posto più felice del mondo”, racconta con un sorriso amaro. AC porta sempre con sé una borsa con vibratore, oli da massaggio, lubrificante, preservativi e pillole per l'erezione.
Un'attività che cambia le donne
Molte clienti di AC sono donne sposate in relazioni sessualmente insoddisfacenti, alcune con mariti che soffrono di problemi di erezione. In alcuni casi, il marito è consapevole della situazione e addirittura finanzia l'incontro. “Ho un cliente di settant'anni, sposata e residente a nord di Tokyo. Il marito, in viaggio d'affari, le dà i soldi per vedermi. Lo rispetto molto, perché a quell'età è ancora in contatto con il suo corpo e la sua sessualità”, confida AC.
Recentemente, la stessa cliente ha richiesto un incontro a tre con un altro uomo nero, e AC ha coinvolto un amico. L'attività, seppur in una nicchia, gli permette di osservare da vicino le dinamiche sociali e di genere in Giappone. “A volte i mariti vogliono che le loro mogli si facciano riprendere durante l'incontro, per poi guardare il video”, rivela. E sempre più spesso, giovani donne single si rivolgono a lui per acquisire dimestichezza con il sesso prima di iniziare una relazione.
“Non cambierò il mondo, ma se posso rendere il panorama sessuale un posto migliore, sarò felice di farlo”, conclude AC, lasciando intravedere una riflessione più profonda sulla sua attività e sul suo ruolo nella società giapponese.
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