Euphoria: jules vaughn, un’ombra nel labirinto emotivo della terza stagione
Se dovessi riassumere ogni episodio di Euphoria, la terza stagione, non so davvero se sarei ancora fidelizzata. La prima stagione aveva il fascino del nuovo, la seconda i suoi momenti, ma questo show ha perso la presa, soffocato da una stagionalità eccessiva, da una sessualità esibizionista e da una violenza gratuita che ha sostituito lo sviluppo dei personaggi. Quanti Quentin Tarantino a casa, eh?

Il caso jules: un’ossessione persa tra le pieghe
Quando la tentazione di abbandonare Euphoria si fa più forte, però, c’è un personaggio che mi riporta ogni domenica sera: Jules Vaughn, l'aspirante artista e baby-sitter di Hunter Schafer, intrappolata in un’ambigua e contorta relazione con Rue, interpretata da Zendaya, mentre si lascia sedurre da un chirurgo con una vena inquietante per il body modification. Diva, scappa! È chiaramente un serial killer. Non ti ha nemmeno dato dei buchi nella pelle!
È giusto definire il ruolo di Jules una scrittura impeccabile o un’appropriata valorizzazione del talento di Schafer? Non sempre. Quest’anno abbiamo ricevuto meno Jules di quanto vorrei – anche se il suo arrivo al matrimonio di Nate e Cassie con quel vestito Acne Studios da incubo è stato iconico – e non mi convincono le traiettorie narrative, prevedibili e a tratti ridondanti. È vero che le donne trans hanno tassi di sfruttamento sessuale più elevati rispetto alle loro controparti cisgender, ma vorrei che la sua storia fosse più complessa di semplici inseguimenti da stalker o di… qualsiasi cosa stia combinando con Rue da quando erano adolescenti.
Ricordo ancora la scena di Episode 3 della terza stagione, quando Jules fumava e dipingeva un nudo femminile maestoso, un'istantanea di una vulnerabilità e di un'autenticità che affascina. Ma vorrei che, come spettatori, avessimo una mappa più chiara dei suoi stati d’animo, dopo anni di tormento. La sua luce, però, resta inconfondibile.
La cosa che mi spinge a seguire Jules, nonostante tutto, è semplicemente la sua capacità di fare molto con poco, la luminosità di Schafer. Riesce a creare scene intense e memorabili anche con pochi elementi, e quando è sullo schermo, nessuno cattura l'attenzione – nemmeno la sempre impeccabile Maddy, che irrompe al matrimonio di Nate e Cassie con un abito verde a taglio libero che incarna la vendetta e un’estetica che preannuncia un futuro dominato dal