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Snl uk: tina fey salva l'esordio con una monologo audace

Londra ha fatto suo il format Saturday Night Live, ma con un debutto che ha diviso: tra buone intenzioni e qualche inciampo, la versione britannica ha provato a conquistare il pubblico, affidandosi a una guest star d'eccezione per l'apertura.

Un omaggio all'originale, con qualche licenza

Saturday Night Live UK, sbarcata su Sky One e Peacock, si presenta come un tentativo ambizioso di replicare il successo del colosso americano. Non è la prima volta che il format varca i confini nazionali – si ricordano le declinazioni italiane, giapponesi, coreane, francesi, spagnole e canadesi – ma questa volta l'emulazione sembra più fedele che mai, tanto da ingaggiare Tina Fey, icona del Saturday Night Live statunitense, come prima ospite. Un gesto che, sulla carta, doveva garantire un debutto trionfale. E in parte lo è stato.

Lo spettacolo offre un mix di sketch che prendono spunto dall'attualità britannica – con un freddo apertura che deride la presunta sottomissione di Keir Starmer a Donald Trump – e tentativi di replicare la formula di Weekend Update, il celebre segmento di notizie satiriche. C’è spazio anche per la parodia, come in un spot pubblicitario esagerato per un prodotto di bellezza che promette risultati miracolosi, al punto da suscitare sospetti di pedofilia. Momenti di buon umorismo si alternano a tentativi meno riusciti, come lo sketch che vede David Attenborough riunire figure storiche britanniche per una cena sontuosa, un'idea che si rivela più pretestuosa che esilarante, nonostante l'interpretazione impeccabile di Jack Shep nei panni della Principessa Diana.

Il monologo di fey: un ponte tra due culture

Il monologo di fey: un ponte tra due culture

Ma è il monologo di apertura di Tina Fey a rubare la scena, un vero e proprio tour de force comico che smonta, con ironia, mezzo secolo di tradizione americana. La comica, salita sul palco di Studio TC1, ha ammesso di essere la persona più giovane a ospitare SNL UK, sottolineando con autoironia la sua relativa scarsa popolarità nel Regno Unito, dove è nota principalmente per il ruolo di insegnante in Mean Girls o per la sua partecipazione a Veep.

La vera forza del monologo è stata la capacità di Fey di giocare con le differenze culturali tra Stati Uniti e Regno Unito. Un botta e risposta con Nicola Coughlan (star di Bridgerton), che ha chiesto ironicamente perché un'americana fosse stata scelta per ospitare il primo episodio, ha dato il via a una serie di gag che hanno visto Fey confondere Coughlan con un’irlandese e dimenticare il ruolo del Canada nel Commonwealth. Un momento di imbarazzo studiato, che ha portato alla celebre frase, pronunciata con un’audacia disarmante: “Beh, come dire, nessuno di voi avrebbe voluto farlo”.

Un'osservazione che ha fatto esplodere il pubblico, non tanto per l'uso della volgarità (permesso dalla televisione britannica dopo le 21:00), quanto per l'onestà brutale con cui Fey ha espresso il suo punto di vista. La presenza di Michael Cera, attore canadese, ha poi offerto l'occasione per un altro momento comico, con Cera che provava a capire come Fey fosse riuscita a sfuggire alla censura. Infine, la comparsa di Graham Norton, famoso per la sua capacità di rendere simpatici gli americani al pubblico britannico, ha concluso il monologo con una nota ironica, con Fey che si chiedeva, con finta sorpresa, se gli americani non fossero già abbastanza simpatici.

Certo, il monologo di Tina Fey non è stato il più divertente della storia di Saturday Night Live. Ma il suo valore risiede nella capacità di aver creato un ponte tra due culture diverse, offrendo uno spaccato del variegato panorama comico americano e aprendo la strada a un format che, nonostante qualche incertezza, ha dimostrato di avere il potenziale per diventare un appuntamento fisso nel panorama televisivo britannico.