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Ai e moda: un'alleata sostenibile o una nuova minaccia?

Le aziende di Moda stanno abbracciando l'intelligenza artificiale per ottimizzare le loro operazioni, dalla previsione della domanda alla riduzione degli sprechi. Ma dietro la promessa di una filiera più efficiente e sostenibile si nasconde un'ombra: l'impatto ambientale dell'IA stessa, spesso sottovalutato.

La sete di dati dell'ia: un costo nascosto

I team di sostenibilità sono sempre più sotto pressione, sommersi da report, requisiti di conformità e la necessità di rintracciare dati da centinaia, se non migliaia, di fonti. Anche i marchi da milioni di dollari spesso si affidano a pochi collaboratori, costretti a navigare in fogli di calcolo invece di implementare strategie di sostenibilità ambiziose. L'IA sembra una soluzione seducente, in grado di automatizzare i report ambientali, migliorare la qualità dei dati e verificarne la tracciabilità. Ma c'è un aspetto cruciale da considerare: l'impatto reale dell'uso dell'IA in ambito aziendale rimane in gran parte sconosciuto.

Annie Agle, Vice Presidente di Impact e Sostenibilità presso Cotopaxi, lo sottolinea: “I vantaggi sono evidenti, ma conosciamo anche gli impatti negativi che non sono ancora compresi appieno. Non sappiamo quali siano le implicazioni della ‘digital footprint’ sulla nostra misurazione delle emissioni di gas serra.”

H&M, ad esempio, utilizza l'IA in diverse aree, dalla supply chain al marketing, per ottimizzare la produzione e ridurre gli sprechi. Kering, proprietaria di Gucci e Balenciaga, ha nominato un Chief Digital, AI e IT Officer e sta impiegando l'IA per la previsione della domanda e l'automazione dei report. Il Material Innovation Lab di Kering, con sede in Italia, ha sviluppato un agente di eco-design basato sull'IA per guidare i team di progettazione, superando i silos tradizionali tra design e sostenibilità.

Anche Everlane e Cotopaxi stanno sperimentando con l'IA per tradurre i dati dei fornitori in misurazioni delle emissioni e per creare visualizzazioni più chiare dell'impatto aziendale. La lezione è chiara: chi non adotta l'IA rischia di rimanere indietro commercialmente, ma l'adozione deve essere consapevole.

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L'energivora intelligenza artificiale: un paradosso sostenibile

Il problema è che l'IA, per funzionare, ha bisogno di energia e acqua, in quantità sempre maggiori. Secondo uno studio pubblicato su Nature, l'attuale crescita dell'IA potrebbe generare milioni di tonnellate di CO2 solo negli Stati Uniti, equivalenti a milioni di auto in più sulle strade. La domanda di energia per i data center, che ospitano le infrastrutture IT necessarie per addestrare e far funzionare l'IA, è in costante aumento, e si stima che rappresenterà il 3% del consumo energetico globale entro il 2030.

Anthropic, un'azienda di AI statunitense, ha addirittura riconosciuto che la crescita della sua tecnologia comporterà un aumento dei prezzi dell'elettricità per i consumatori, offrendo di coprire i costi delle infrastrutture. Ma come calcolare l'impatto dell'IA a livello aziendale, quando i dipendenti la utilizzano in modi diversi, da ChatGPT alla raccolta dati interna?

Marie-Claire Daveu, Chief Sustainability and Institutional Affairs Officer di Kering, afferma che l'azienda monitora attentamente l'impatto ambientale delle sue attività IT, che rappresentano meno del 2% della sua impronta di carbonio totale. Kering sta lavorando per decarbonizzare i propri data center e aumentare la trasparenza nella rendicontazione del carbonio, anche se mancano ancora metriche standardizzate.

Un futuro di ai frugale e mirata

Un futuro di ai frugale e mirata

La Coalition for Sustainable AI, promossa dal governo francese, dall'UNEP e dall'ITU, sta lavorando per definire standard globali per la misurazione dell'impatto ambientale dell'IA. Nel frattempo, aziende come Literal Labs stanno sviluppando modelli di IA più efficienti dal punto di vista energetico, che possono funzionare su chip più piccoli e meno potenti. DeepGate, invece, si concentra su applicazioni AI specializzate per settori specifici.

La sfida è chiara: l'IA deve essere utilizzata in modo strategico e responsabile, evitando di creare un paradosso in cui la tecnologia destinata a ridurre l'impatto ambientale finisce per aumentarlo. Come ha affermato Maximilien Abadie, Deputy CEO di Lectra: