Prada, lo più succoso del sequel: rogers svela i segreti dietro le iconiche mise
Il sequel di ‘The Devil Wears Prada’ si avvicina, e con esso un’ondata di anticipazioni che lasciano a desiderare. Ma la vera chicca arriva direttamente dal backstage, grazie a Molly Rogers, la costumista che ha curato l’abbigliamento delle dive del film.
![]()
Un ritorno alle radici, con un twist inaspettato
Rogers, veterana del set grazie al suo lavoro con Patricia Field nel primo capitolo, ha dichiarato a Vogue di aver affrontato la sfida con un’energia quasi nostalgica. ‘È come tornare al campo estivo,’ ha spiegato, ‘con persone che si è perso e con cui si vuole rivedere.’ Ma non si tratta solo di riproporre l’atmosfera originale. Rogers ha voluto infondere al film una sua visione, mantenendo intatta la forte identità narrativa.
Meryl Streep, in particolare, ha richiesto uno stile inequivocabilmente potente, con linee silhouette che comunicassero forza e autorità. ‘Non c’era bisogno di fronzoli,’ ha rivelato Rogers, ‘Meryl è un’attrice che non necessita di decorazioni eccessive.’ Un’osservazione che sottolinea la maestria con cui Streep incarna il personaggio di Miranda Priestley.
Emily Blunt, nei panni di Emily Charlton, ha invece ricevuto un guardaroba più sobrio, ma altrettanto elegante, ispirato a figure iconiche come Annie Hall. La scelta di Vivienne Westwood, Rick Owens e Margiela testimonia un’attenzione maniacale ai dettagli e un’eleganza anticonvenzionale.
Un elemento controverso, e subito oggetto di dibattito online, è stato l’utilizzo delle Valentino Rockstud. Rogers, però, ha smentito qualsiasi ruolo creativo in questa scelta. ‘Non ero presente durante le riprese di quella scena,’ ha affermato, ‘e le scarpe sono state semplicemente aggiunte. Non ritengo appropriato per Miranda indossare Rockstud, ma il team ha optato per un look che, a detta loro, risultava efficace.’
Il budget, decisamente più ampio rispetto al primo film, ha permesso ai designer di esprimere appieno la loro creatività. Molte proposte glamour sono state però tagliate, tra cui un abito su misura per Blunt, realizzato da Jonathan Anderson di Dior. Un esempio concreto di come la ricerca della perfezione possa portare a rinunce, ma anche a risultati straordinari.
Un aneddoto finale: Meryl Streep ha chiesto un piccolo souvenir dal set. Rogers non ha rivelato cosa fosse, lasciando il mistero e l’attore a fare le loro considerazioni.
Il sequel di ‘The Devil Wears Prada’ promette di essere un’esplosione di stile, un omaggio all’eleganza senza tempo e un’occasione per riscoprire i personaggi che hanno fatto la storia del cinema.