Alabama in tilt: corte suprema sventa il piano di gerrymandering dei repubblicani
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha sferrato un colpo significativo alle ambizioni del Partito Repubblicano in Alabama, ordinando la restituzione di mappe elettorali che discriminavano deliberatamente gli elettori neri.
Un’inversione di marcia inaspettata nel sud
Dopo anni di manovre strategiche, culminate nella decisione su Louisiana v. Callais che ha riacceso il dibattito sul gerrymandering, il tentativo di imporre una nuova configurazione elettorale nello stato del vecchio Sud ha subito un’improvvisa e rovinosa battuta d’arresto. A Montgomery, un tribunale federale ha respinto le argomentazioni della legislatura guidata dal GOP, costringendola a tornare alle mappe già contestate nel 2023.
La sentenza, firmata dai giudici Marcus, Manasco e Moorer, è lapidaria: l’intento di diluire il voto nero attraverso una ripartizione artificiale dei collegi è inaccettabile e viola il 14° emendamento della Costituzione. “Non possiamo vedere un modo per richiedere agli alabanesi di votare nelle elezioni del 2026 sotto un piano di spartizione delle circoscrizioni intriso di discriminazione razziale intenzionale,” si legge nella motivazione.

South carolina: il tentativo di manipolazione elettorale viene sventato
La stessa situazione si è verificata in South Carolina, dove il Senato Repubblicano ha ostacolato un tentativo di cancellare i voti e riprogrammare le primarie con mappe elettorali revisionate, volte a favorire l’esclusione del rappresentante a lungo termine James Clyburn, figura chiave nella risalita di Biden nel 2020. Un colpo di scena che ha scosso le dinamiche politiche dello stato.
Clyburn, citando il processo di consultazione pubblica seguito dalla definizione delle mappe del 2020 – un’operazione che ha visto un margine di 6-1 a favore dei Repubblicani, ma comunque condotta con trasparenza – denuncia una “volgata” da parte del governo federale, che pretende di dettare le regole senza considerare il processo democratico.

Il peso della decisione e le implicazioni future
La vicenda albanese, inevitabilmente, sarà sottoposta al vaglio della Corte Suprema. Ma, a giudicare dalle reazioni, la battaglia non è ancora finita. L’azione del tribunale federale ha innescato una reazione a catena, mettendo in discussione la legittimità delle mappe elettorali in altri stati del Sud e aprendo un nuovo fronte nel dibattito sulla riforma elettorale. La partita è tutt’altro che conclusa e il futuro delle elezioni americane potrebbe essere profondamente influenzato da questa contesa. E mentre si discute, il Senato di South Carolina continua ad essere un campo di battaglia, dove la logica e la democrazia sono messe a dura prova.