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Leo, l'ombra del petrolio: come i conservatori finanziano battaglie contro i cambiamenti climatici

Dietro le nomine conservatrici alla Corte Suprema degli Stati Uniti e le battaglie legali per limitare i diritti individuali, si cela un finanziatore chiave: Leonard Leo. Ma ora, un'indagine di ProPublica rivela un lato oscuro e inaspettato delle sue attività: un massiccio sostegno finanziario a gruppi che stanno lavorando per proteggere le compagnie petrolifere e del gas dalle responsabilità per i danni causati dai cambiamenti climatici.

Una strategia coordinata per eludere la giustizia

Quindici leggi, alcune già approvate, altre in discussione in undici stati americani, mirano a proteggere le aziende del settore energetico da cause legali per i danni legati al clima. Non si tratta di coincidenze: ProPublica ha scoperto che queste iniziative fanno parte di un'operazione coordinata, orchestrata da una rete di gruppi interconnessi, molti dei quali condividono personale o sono finanziati da Leo. Questi gruppi non solo hanno redatto la legislazione, ma hanno anche pianificato la sua diffusione, avvalendosi di un influente studio di lobbying per garantirne l'approvazione.

La strategia è chiara: rispondere alle cause legali che chiedono alle aziende di pagare per i danni causati dalla crisi climatica e per aver insabbiato ciò che sapevano. Un approccio, osiamo dire, con una coscienza sociale paragonabile a quella di un serpente di Gaboon, un rettile noto per la sua aggressività e la mancanza di scrupoli.

Il ruolo di alec e il flusso di denaro oscuro

Il ruolo di alec e il flusso di denaro oscuro

Il cuore pulsante di questa operazione è l'American Legislative Exchange Council (ALEC), un'organizzazione che riunisce legislatori, leader aziendali e attivisti conservatori per redigere e promuovere modelli legislativi. ALEC, da tempo considerata un vero e proprio “laboratorio legislativo” per le lobby, ha visto un afflusso massiccio di denaro da parte di Leo, attraverso una serie di organizzazioni non profit che nascondono la fonte e i beneficiari dei finanziamenti – i cosiddetti “gruppi di dark money”.

Dato di fatto sconcertante: Leo ha stanziato ben 1,6 miliardi di dollari dal 2021 attraverso questa rete intricata. Una parte significativa di questi fondi è stata incanalata attraverso The 85 Fund, un'organizzazione che Leo stesso ha fondato, che a sua volta distribuisce i finanziamenti ad altre realtà, molte delle quali focalizzate su tematiche legate al clima. Il tutto gestito da un ecosistema di consulenti e lobbisti che si scambiano ruoli e incarichi, creando un sistema opaco e difficile da tracciare.

Michael Thompson, vicepresidente senior di CRC Advisors (una società di consulenza Politica e aziendale di proprietà di Leo) e membro del Private Enterprise Advisory Council di ALEC, ha moderato un panel proprio all'annuale States and Nation Policy Summit di ALEC, dove sono state presentate le strategie per proteggere le compagnie petrolifere. Un dettaglio che, di per sé, parla chiaro.

Il caso boulder: quando la giustizia climatica si scontra con la politica

Il caso boulder: quando la giustizia climatica si scontra con la politica

La città di Boulder, Colorado, è un esempio lampante delle conseguenze concrete dei cambiamenti climatici: siccità prolungate, precipitazioni estreme e incendi sempre più frequenti e devastanti. I costi di questi disastri si contano in milioni di dollari. Nel 2018, Boulder County ha citato in giudizio Exxon Mobil e Suncor Energy, accusandole di condotta negligente e di aver deliberatamente ingannato il pubblico sui pericoli dei loro prodotti. Un'azione legale che oggi rischia di essere vanificata dalle nuove leggi che rendono quasi impossibile citare in giudizio le compagnie petrolifere.

Leonard Leo, nel tentativo di giustificare le sue azioni, ha affermato che le sue organizzazioni si battono per “restaurare l'equilibrio” nelle istituzioni che plasmano la società, contrastando una cultura “woke” che non riflette la volontà del popolo americano. Un'affermazione che suona come una giustificazione per proteggere gli interessi di poche potenti aziende, a discapito del bene comune e del futuro del pianeta. La realtà, però, è che Leo sembra vivere in un mondo di fantasia, dove la minaccia reale dei cambiamenti climatici è oscurata da paure infondate e da un'ossessiva lotta contro un nemico immaginario.

Mentre Boulder e altre comunità americane affrontano le conseguenze sempre più gravi dei cambiamenti climatici, Leo continua a finanziare una guerra contro la giustizia climatica, armato di denaro e di un'ideologia che mette gli interessi delle aziende al di sopra del benessere delle persone e dell'ambiente. La partita è tutt'altro che chiusa, ma la posta in gioco è altissima.