politica

Maine: il caos platner e le ombre di collins

La bufera in Maine si infittisce. Dopo settimane di fibrillazioni mediatiche, la campagna democratica per il seggio in pienza sembra finalmente destinata a placarsi, un’epurazione inevitabile che, però, lascia un sapore amaro.

Un’autopsia politica incompleta

Perché i democratici si espongono così apertamente alle loro incertezze interne? Un’abitudine, a mio avviso, controproducente, che tradisce una certa debolezza strategica. La stampa, ovviamente, non è un amico, ma certamente non dovrebbe essere un amplificatore di auto-flagellazioni.

Polarizzazione e il terreno fertile del populismo

Polarizzazione e il terreno fertile del populismo

L’attuale ‘Hamlet’ agli antipodi della campagna ha polarizzato l’elettorato democratico in maniera simile a quella che dominava il primario del 2016, un’esperienza che ricordo con particolare amarezza. L'attacco a Platner, pur radicato in una critica al potere economico, appare un’escalation di accuse che non lascia spazio a un’autovalutazione onesta.

Mills, un’assenza insopportabile

Mills, un’assenza insopportabile

La presenza fantasma di Janet Mills sulla scheda elettorale è, francamente, un insulto per gli elettori dello stato. Se si decide di candidarsi, si deve farlo con determinazione, senza rifugiarsi nell’illusione di un ‘sinkhole’ strategico. Non aspettare che un altro candidato faccia il lavoro sporco per te.

Il peso dell’ombra di kavanaugh

E non dimentichiamoci, naturalmente, del caso Kavanaugh. La titubanza di Collins, a lungo, ha gettato le basi per l'attuale situazione. Un errore irreparabile, un fallimento di giudizio che ha consegnato al Senato un giudice controverso e, a mio avviso, problematico. La nazione non può permettere un altro mandato repubblicano. La situazione attuale, con il rischio di un’ulteriore stagnazione politica, è inaccettabile.

La partita è ancora aperta, ma l'aria è densa di presagi. Un risultato simile a quello del 2016, con la polarizzazione che si rafforza, non sarebbe una sorpresa. Il voto in Maine sarà un banco di prova cruciale per l'America, un campanello d'allarme che suona forte e chiaro: la divisione è una malattia che non può più essere ignorata. E non mi illudo che la situazione possa migliorare drasticamente nel breve termine.