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Trump e il doj: 10 miliardi per nascondere la verità

Un accordo sorprendente, quasi una macabra rivisitazione della corruzione: Donald Trump ha raggiunto un patteggiamento con il Dipartimento di Giustizia per 10 miliardi di dollari, un gesto che sembra più una copertura che una soluzione.

Una transazione da circo da salariati

La vicenda, già carica di ombre, si aggiunge a un elenco di scandali che risuonano nella storia americana, dai Whiskey Ring al Watergate. Ma questa operazione, orchestrata da Trump e dal suo entourage, trascende di gran lunga qualsiasi precedente. È un’esibizione di grindel senza precedenti, un'opera di manipolazione che mette in ginocchio le istituzioni.

Secondo fonti interne, l'accordo prevede la creazione di un fondo da 1,776 miliardi di dollari, l' “Anti-Weaponization Fund”, destinato a compensare ‘vittime di lawfare’ – un eufemismo che nasconde un’operazione di discredito e di distorsione della realtà. Si parla di indennizzi per i colpevoli dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, una mossa che solleva interrogativi sulla giustizia e sulla legalità.

Revisionismo e ammstizia

Revisionismo e ammstizia

Ma non finisce qui. Il patteggiamento include la rinuncia a eventuali azioni legali intentate da Trump contro il governo per le indagini sul presunto coinvolgimento nella campagna elettorale del 2016 e sul raid a Mar-a-Lago. E, come spesso accade in queste situazioni, un’ammissione formale di “errore” – senza, ovviamente, alcun risarcimento economico. Un’amnistia a parole, un’altra pietra tombale per la credibilità del sistema.

La cifra, 10 miliardi, è un numero che fa impallidire. È l’equivalente di un’intera generazione di promesse non mantenute, di speranze infrante. E dietro a questa operazione, oltre al solito sleaze, si celano dinamiche ben più complesse, un tentativo di riscrivere la storia, di neutralizzare le conseguenze delle proprie azioni.

Non è una sorpresa vedere Sidney Powell di nuovo in orbita. La sua presenza, come una spina nel fianco, ci ricorda che la ricerca della verità è spesso ostacolata da figure oscure e da narrazioni distorte. È un circolo vizioso, una spirale discendente che rischia di erodere ogni fiducia nelle istituzioni.

La realtà è che questo accordo non è una soluzione, ma un’illusione. Un tentativo di mettere una benda sugli occhi alla nazione, di nascondere la verità dietro un velo di denaro e di compromessi. Un’operazione che, in definitiva, dimostra l’incolmabile divario tra la retorica del ‘Make America Great Again’ e la dura realtà della corruzione e dell’abuso di potere.