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Trump e istituti: un patto stupendo per 1,7 miliardi di dollari

Il presidente Trump è pronto a rinunciare a una causa da 10 miliardi di dollari contro l'IRS in cambio di un fondo da 1,7 miliardi di dollari per compensare alleati che sostengono di essere stati ingiustamente presi di mira dall'amministrazione Biden. Una mossa che solleva più interrogativi che risposte, e che profuma di un’operazione di salvataggio per il tycoon.

Un accordo controverso e potenzialmente illegale

La commissione incaricata di gestire il fondo di compensazione avrà l'autorità completa di erogare fino a 1,7 miliardi di dollari a chiunque sostenga di aver subito danni a causa delle politiche del governo Biden, inclusi gli oltre 1.600 individui accusati nell'attacco al Campidoglio del 6 gennaio e, potenzialmente, anche entità legate alla famiglia Trump. Un'operazione che, a prima vista, appare come un ripensamento strategico, ma che in realtà nasconde un’ombra di sospetto e di abuso di potere.

La causa, considerata priva di fondamento legale, si aggiunge a una serie di altre azioni legali intentate dal presidente contro il governo federale, tra cui la richiesta di 230 milioni di dollari legati alla fuga delle sue tasse del 2019 e le accuse relative alla perquisizione alla sua tenuta di Mar-a-Lago. Un pacchetto di accordi che, se accettato, sembra voler chiudere un capitolo contenzioso, ma a quale prezzo?

Un “slush fund” per interessi personali

Un “slush fund” per interessi personali

Le condizioni del patto prevedono anche una pubblicazione di un'ammissione di colpa da parte dell'IRS e, apparentemente, l'impossibilità per il presidente di ricevere direttamente i fondi derivanti da queste cause. Tuttavia, l'esistenza di un fondo ‘slush’ gestito dalla commissione, da cui potrebbero essere attingere entità legate alla famiglia Trump, solleva seri dubbi sulla trasparenza e sulla possibile utilizzazione impropria dei fondi pubblici.

Un meccanismo che, a mio avviso, rischia di trasformarsi in una fonte di corruzione e di clientelismi, premiando coloro che hanno sostenuto la figura del presidente e, apparentemente, anche gli ‘insurrezionisti’ del 6 gennaio. Una situazione che, francamente, mi lascia perplesso e profondamente deluso. La burocrazia americana, a volte, si trasforma in un circo assurdamente comico, ma soprattutto pericoloso. E, in questo caso, il rischio di un fallimento epocale è altissimo.