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Zambia al collasso: l'amministrazione trump strappa i farmaci all'aids a un paese in agonia

Un’ondata di tagli epocali all’assistenza sanitaria da parte dell’amministrazione Trump sta spingendo la Zambia sull’orlo del precipizio, privando centinaia di migliaia di persone di farmaci salvavita contro l’HIV/AIDS.

Un’operazione di blackmail: il prezzo della miniera

Secondo documenti riservati, la decisione di fissare una scadenza imminente per l’accettazione di nuovi accordi di finanziamento, legati all’accesso alle risorse minerarie del paese, è una forma di estorsione senza precedenti. Un memorandum interno, ripreso dal New York Times, rivela la volontà dell’Amministrazione di ‘dimostrare la propria determinazione’ riducendo drasticamente l’aiuto a Zambia, come se fosse una punizione.

La situazione è drammatica: si stima che oltre cento mila pazienti abbiano interrotto il trattamento, con il rischio concreto di un’impennata incontrollata dei contagi. Il sistema sanitario, già fragile, è stato drasticamente ridimensionato, con la chiusura improvvisa di cliniche e la perdita di migliaia di posti di lavoro per operatori sanitari locali. Un vero e proprio ritorno all’epoca più bui della crisi AIDS, quando le speranze di un’eradicazione erano ancora lontane.

La perdita di pepfar: una sconfitta inaccettabile

La perdita di pepfar: una sconfitta inaccettabile

Il programma PEPFAR, nato sotto la presidenza Bush e che ha rivoluzionato la lotta all’AIDS in Africa, è stato ridotto drasticamente. Un’operazione spietata, che ha colpito direttamente le comunità più vulnerabili, quelle che dipendevano dalla rete di supporto creata negli anni. L’amministrazione Trump, con il suo approccio ‘pragmatico’ e privo di scrupoli, ha scelto di ignorare le conseguenze umane di queste scelte.

La cifra parla da sé: un investimento di 20 miliardi di dollari in cinque anni, con la maggior parte dei fondi destinati a garantire l’accesso ai farmaci e ai test per l’HIV. Ora, invece, Zambia rischia di perdere tutto, relegata a un ruolo marginale nel panorama internazionale. Un’ingiustizia inaccettabile, frutto di una Politica guidata dall’avidità e dalla mancanza di visione.

La vicenda solleva un interrogativo scomodo: dove sono finiti i ‘soft power’ che un tempo rappresentavano il volto della diplomazia americana? Dove è finita la compassione? La risposta, purtroppo, è chiara: si è persa nel labirinto di interessi economici e di un’ideologia che privilegia il profitto a ogni costo.

La situazione è critica, e il futuro della Zambia – e di tanti altri paesi africani – è appeso a un filo. È un monito amaro: la salute pubblica non può essere considerata un mero strumento di Politica estera.