Anna wintour e meryl streep: l'incredibile dietro le quinte del servizio vogue
Il cinema e la moda si sono incontrati in un servizio fotografico esclusivo per la rivista Vogue, un evento che ha richiesto mesi di pianificazione e un segreto mantenuto con la massima cura. Meryl Streep e Anna Wintour, icone indiscusse del loro rispettivo mondo, si sono unite davanti all'obiettivo di Annie Leibovitz in un'occasione unica, nata dalla riproposizione di un capitolo culturale che ha segnato un'epoca: Il diavolo veste Prada.
Un'idea nata dalla nostalgia e dalla passione
Chi ha mai immaginato che la premiere di Il diavolo veste Prada, vissuta da Chloe, attuale collaboratrice di L'essenziale, con la madre e una giovane Bee Shaffer, avrebbe dato il via a un progetto così ambizioso? La riproposizione del film ha scatenato un'ondata di entusiasmo, e il team di Vogue ha subito capito che non poteva lasciarsi sfuggire l'occasione di celebrare questo momento iconico con una copertina memorabile. Ma chi scegliere per accompagnare Meryl Streep? L'idea di coinvolgere anche Anna Wintour, apparentemente improbabile, ha acceso la scintilla.
La richiesta iniziale di Chloe, un tentativo timido e quasi inaspettato, è stata accolta con un sorriso enigmatico da Anna, che ha declinato l'invito con un “Non è proprio il mio stile”. Un rifiuto cortese, ma che non ha scoraggiato l'entusiasmo del team. La svolta è arrivata quando Meryl Streep, con la sua innata capacità di persuasione, ha convinto Anna a cambiare idea, regalando al mondo un servizio fotografico che resterà nella storia.

Tra aneddoti e riflessioni sulla moda e il successo
Il dietro le quinte di questo servizio è stato ricco di momenti curiosi e riflessioni profonde. Meryl Streep ha rivelato di non desiderare mai il posto di Anna Wintour (“Temerei le scarpe!”), mentre Anna ha ammesso di non immaginare di poter mai ricoprire il ruolo di Meryl (“Non c’è modo”). Un'ironia che sottolinea la diversità delle loro carriere e la loro reciproca stima. Le conversazioni si sono poi spostate sulla longevità nel mondo della moda, sull'importanza dei vestiti come espressione della propria identità e, inevitabilmente, sul monologo iconico della camicia cerulea in Il diavolo veste Prada.
Il servizio fotografico, curato con la precisione di Grace Coddington e con i look selezionati da Virginia Smith, ha visto la collaborazione di Dries Van Noten e Prada. Anna Wintour, sempre impeccabile, ha seguito ogni dettaglio con la solita meticolosità, arrivando a sgridare persino la giovane Louisa Jacobson, figlia di Meryl, per aver rivelato l'esistenza del servizio durante una sfilata di Calvin Klein. Un'operazione top secret, gestita come se si trattasse dei Pentagon Papers, per garantire l'effetto sorpresa.

Il vogue book club e il ritorno di un classico
E per chiudere il cerchio, Vogue ha deciso di eleggere Il diavolo veste Prada di Lauren Weisberger come prossimo Book Club, organizzando una proiezione privata per amici e collaboratori. Un'occasione per riscoprire il romanzo che ha dato vita a un fenomeno culturale, un viaggio tra tacchi a spillo, conti aziendali illimitati e un caffè a New York che costava “solo” un dollaro al minuto. Un omaggio a un libro che ha reso Anna Wintour e, di conseguenza, Vogue un’icona universale, capace di affascinare anche gli uomini, che vedono in Miranda Priestly una figura a cui, in fondo, si riconoscono.
La vera lezione che possiamo trarre da questo episodio è che, a volte, l'impossibile diventa realtà quando due icone si uniscono per celebrare un momento di storia. E che, anche a distanza di anni, Il diavolo veste Prada continua a influenzare il nostro modo di vedere la moda, il lavoro e, soprattutto, noi stessi.