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Dalla somalia alla cucina stellata: la storia di ifrah ahmed

Non una fuga, ma una rinascita. Da Mogadiscio, dilaniata dalla guerra civile, a Tukwila, Washington, dove il profumo del tè alla Shaah ha preservato le radici di una famiglia. Ifrah F. Ahmed, chef e scrittrice, ha trasformato il dolore dell’esilio in un viaggio culinario che celebra la sua eredità somala, culminato nel suo debutto editoriale, Soomaaliya: Food, Memory, and Migration, un libro che non è solo una raccolta di ricette, ma un atto di resistenza culturale.

L'eredità del cibo: un legame con le radici

La guerra civile somala costrinse la famiglia di Ifrah ad abbandonare la loro patria. Arrivati negli Stati Uniti, la madre si impegnò con determinazione a mantenere vive le tradizioni culturali, e il cibo divenne il veicolo principale per questo scopo. Non semplici pasti, ma rituali che raccontavano storie, tramandavano memorie e rafforzavano l’identità somala. “È utile conoscere le ricette”, ha rivelato Ahmed a Vogue, “ma imparare come mangiamo, chi mangia con noi, è stato come scoprire chi siamo veramente”.

Le lezioni di cucina della madre, inizialmente percepite come un peso, si rivelarono un tesoro di saperi e di affetti. Ma la passione di Ifrah non si limitò alla cucina tradizionale: fin da bambina, sviluppò una vera e propria ossessione per i cibi americani, i pancake, gli hamburger, cercando di replicarli e assimilarli. L’incontro con Anthony Bourdain, che univa la sua passione per il cibo e la geopolitica, fu un’ulteriore ispirazione. Dopo aver conseguito una laurea con lode e inizialmente intrapreso la carriera legale, Ifrah si rese conto che il suo vero destino era altrove.

Il tè alla Shaah, bevanda simbolo di ospitalità somala, fu il primo passo di un percorso che avrebbe portato Ifrah a riscoprire le proprie origini.

Milk & myrrh: la cucina somala conquista seattle

Milk & myrrh: la cucina somala conquista seattle

Un viaggio in Somalia nel 2018 fu la scintilla che accese la sua vocazione. “Quando sono scesa dall’aereo, ho provato l’irresistibile voglia di baciarne la terra”, racconta. Quel ritorno alle radici, immersa nella bellezza e nell’energia della sua comunità, la convinse a dedicarsi anima e corpo alla cucina somala. Nacque così Milk & Myrrh, un pop-up che in poco tempo ha conquistato Seattle, vendendo ogni piatto in pochi minuti.

Soomaaliya non è solo un libro di ricette, ma un progetto ambizioso che mira a preservare la cultura somala attraverso il cibo. Ahmed si è trasformata in una detective, una storica, per ricostruire la memoria di un popolo attraverso i sapori e le tradizioni. “Per me, è fondamentale celebrare i pionieri che hanno lavorato per preservare la nostra cucina, soprattutto nell’era digitale, per servire una diaspora in continua crescita”, spiega.

Il libro, infatti, non si limita a presentare ricette, ma include profili di chef, imprenditori, ristoratori, pastori e agricoltori, un vero e proprio affresco della scena gastronomica somala.

Una ricetta dal libro: Mallaay Qumbe (Curry di pesce al cocco)

Nonostante la lunga costa somala, il pesce non è stato tradizionalmente un alimento di base, soprattutto al di fuori delle città costiere. La guerra civile ha segnato il crollo del settore ittico, ma recentemente si registra un rinnovato interesse per il consumo di pesce. Il Mallaay Qumbe, diffuso lungo la costa dell'Africa orientale, è un esempio di come la cucina somala si sia evoluta nel tempo, incorporando ingredienti e influenze diverse.