Euphoria: trevi a un nuovo orizzonte, ma il viaggio è ancora in salita
Il terzo capitolo di Euphoria, dopo un lungo e tortuoso percorso produttivo, finalmente sbarca su HBO Max, catapultando i suoi protagonisti in un West Coast che sembra più un labirinto che una mappa.

Un salto nel tempo e un’ambizione audace
Cinque anni dopo la fine del liceo, Cassie (Sydney Sweeney) è intrappolata in una routine domestica californiana, un pallido riflesso di quella promessa di ‘grande pesce in grande vasca’ che le aveva sussurrato Maddy (Alexa Demie). Maddy, invece, si è affermata come agente di talento, pronta a cavalcare l’onda del successo. Il contrasto è netto, un’esplorazione delle illusioni e delle disillusioni che spesso si celano dietro le apparenze.
La serie, sotto la guida di Sam Levinson, si allarga in una narrazione complessa e ambiziosa, arricchendosi di nuovi personaggi e di un ritmo frenetico. Le riprese, curate nei minimi dettagli, offrono uno sguardo crudo e spietato sulla realtà contemporanea, con una fotografia potente e un montaggio incalzante.
Ma se l'estetica è impeccabile, la trama fatica a decollare pienamente. Il time jump, se da un lato apre nuove prospettive, dall'altro rischia di disperdere l'attenzione, diluendo la forza emotiva che ha caratterizzato le stagioni precedenti. Zendaya, in particolare, è un’esplosione di energia come Rue, una tossicodipendente in cerca di redenzione, intrappolata in un vortice di debiti e pericoli. La sua interpretazione è devastante, un terrore palpabile che si insinua sotto la pelle.
La prima puntata, però, è un vero e proprio colpo di scena. Rue, coinvolta in un’operazione di contrabbando di droga al confine con il Messico, si ritrova a collaborare con Adewale Akinnuoye-Agbaje nei panni di Alamo Brown, un boss delle strip club che le offre una via d'uscita. Un’alleanza pericolosa, un’opportunità rischiosa, un’ombra di violenza che incombe sull'orizzonte. La scena è un crescendo di tensione, un mix di humor nero e orrore che ricorda il lavoro di No Country for Old Men.
Nonostante le buone intenzioni e la presenza di un cast di altissimo livello, Euphoria sembra ancora in cerca della sua vera identità. La serie ha dimostrato di poter generare un impatto culturale significativo, un fenomeno che ha catturato l’attenzione di milioni di spettatori in tutto il mondo. Per questo motivo, la decisione di espandere il suo universo narrativo è comprensibile. Ma, per quanto il ritorno di Rosalía, con il suo neck brace da stripper, possa offrire un momento di puro spettacolo, resta da vedere se Levinson riuscirà a mantenere alta l’attenzione e a consegnare una conclusione degna di questa saga.
In definitiva, Euphoria ha ancora margine di miglioramento. Ma, per ora, l’inizio della terza stagione promette scintille, un’esplorazione audace di un mondo in continua evoluzione. Un viaggio costellato di luci e ombre, dove la bellezza e la decadenza si fondono in un’unica, inquietante armonia.