Gen z e il ritorno all'artigianato: un'evasione digitale?
Parigi, marzo. Un nightshirt su misura da Charvet, un'ora e mezza di tessuti pregiati e un'approvazione imprescindibile dal partner. Un’esperienza, a quanto pare, in forte contrasto con la frenesia algoritmica che guida le scelte di una generazione.
La gen z e la ricerca di autenticità
Dopo una visita a Chanel, con i suoi décolleté da sogno che generano trend virali su TikTok, un’osservazione apparentemente banale: un giovane, uno dei tanti Gen Z, chiedeva informazioni su una camicia personalizzata. Un’immagine che riflette un desiderio crescente: non solo seguire le tendenze, ma plasmare il proprio stile con un tocco di individualità.

Dalla scroll al sartoriale: un cambio di paradigma
L'influenza dell'algoritmo sul consumo è un dato di fatto, ma la Gen Z sembra orientarsi verso un approccio diverso. Non si accontenta più di replicare ciò che vede online, bensì ricerca brand che sappiano offrire un'esperienza personalizzata, un legame autentico. La voglia di dettagli, di materiali, di un processo produttivo trasparente è palpabile, come dimostrano le indagini di Vogue Business.

L'intimità del made-to-measure
Come sottolinea Olivia Villanti, fondatrice di Chava Studio, “Molti potrebbero considerare il tailoring un'arte in declino, ma i miei clienti più giovani mostrano un occhio attento ai dettagli, e questo è fantastico. È un'esperienza intima, un dialogo tra creatore e cliente.” Isiah Magsino, che commissionò un abito a Huntsman a Savile Row, aggiunge: “Si esce dalla boutique con un rapporto umano, con una conversazione, con la sensazione di aver creato qualcosa di unico.”
Nostalgia e il ritorno alle radici
Dietro questa ricerca di autenticità si cela una nostalgia per un’epoca diversa, un’epoca in cui la realizzazione di un capo d'abbigliamento era un’arte, un rito. Come spiega Carter Altman, “I miei clienti spesso mi portano riferimenti visivi, ispirati da immagini del passato. Ma molto spesso, alla base c'è un desiderio di recuperare un'esperienza perduta, un legame con le proprie radici.”
Oltre lo schermo: un nuovo valore
Audrey Kalman, scrittrice di Substack Media Roundup, racconta di sua nonna, che le cuciva i vestiti. “È importante fare qualcosa di nuovo, di originale,” afferma. “C'è ancora lavoro manuale nelle nostre vite, non è tutto dietro uno schermo.” Questo desiderio di esperienze tangibili, di connessioni reali, sfida l’idea di una generazione incapace di socializzare e dipendente dalle notifiche. È un ritorno all’artigianato, un’evasione dal mondo digitale, un’affermazione di sé.
Un’osservazione conclusiva
Non si tratta di un trend passeggero, ma di una vera e propria rivoluzione culturale. La Gen Z non vuole solo comprare, vuole creare, vuole partecipare, vuole lasciare un segno. E lo fa, sorprendentemente, riscoprendo il valore dell'artigianato e dell'individualità.