Meryl streep e anna wintour: un confronto di stili e riflessioni sull'eleganza
Un incontro esclusivo, tra cashmere dai toni dorati e sciarpe che ricordano divise da generali, ha visto protagoniste due icone di stile e potere: Meryl Streep e Anna Wintour. In una suite del Crosby Street Hotel, moderate dalla regista Greta Gerwig, le due donne hanno condiviso pensieri e aneddoti su moda, carriera e il significato di essere donne in posizioni di rilievo, offrendo uno sguardo inedito sul dietro le quinte di un mondo spesso considerato inaccessibile.
L'abito come messaggio: oltre l'apparenza
La conversazione si è aperta con un tema ricorrente nel primo film, Il Diavolo Veste Prada: l'importanza dell'abbigliamento. “Mi piacciono i cappotti”, ha affermato Streep con un sorriso, “coprono tutti i peccati di ciò che c’è sotto”. Wintour, con la sua consueta autorevolezza, ha puntualizzato come non sia necessario un tailleur per comunicare potere, citando l'esempio di Michelle Obama, capace di esprimere eleganza e personalità anche con capi semplici. Ma il discorso è presto approdato a questioni più profonde, come l'aspettativa sociale che impone alle donne di mostrare sempre le braccia scoperte in televisione, mentre gli uomini sono coperti da abiti e cravatte, un chiaro segnale di una persistente disparità.
Greta Gerwig ha poi introdotto un elemento di riflessione sulla percezione del potere femminile nel cinema, ricordando come, in passato, le attrici potessero essere eccentriche e audaci perché non rappresentavano una reale minaccia per i colleghi uomini. “Era divertente, come un gioco di travestimenti”, ha commentato Streep, sottolineando come oggi, invece, le donne in posizioni di comando debbano dimostrare di essere “piccole, incapaci di indossare tacchi alti, non minacciose”.

Il valore di un’istituzione: il diavolo veste prada e il futuro della moda
Il ritorno di Streep al ruolo di Miranda Priestly, vent'anni dopo l'uscita del film, è stato interpretato come un atto di riflessione sul futuro del mondo della moda. Wintour ha espresso la sua soddisfazione per il successo del primo film, che ha contribuito a svelare l'importanza economica del settore. “Tanto è cambiato, ma siamo ancora qui, evolviamo piuttosto che disgregarci”, ha dichiarato, sottolineando come la moda sia diventata più democratica e accessibile, raggiungendo un pubblico sempre più vasto grazie alle nuove piattaforme digitali.

L'età come risorsa: lezioni di vita e di carriera
La discussione si è poi spostata sull'età, un tema spesso evitato, ma che per Streep e Wintour rappresenta una fonte di ricchezza e di esperienza. “Con una vita ben vissuta, si può guidare più facilmente”, ha affermato Wintour, evidenziando come l'esperienza porti con sé un senso di equilibrio e proporzione. Streep, con un tocco di malinconia, ha ricordato le persone che non sono più con noi, affermando che “i veri personaggi non scompaiono, ma restano dentro di noi, continuando a lavorare”.
Gerwig ha concluso l'incontro chiedendo alle due donne di parlare della loro esperienza come nonne. Streep ha descritto la gioia di trascorrere tempo con i suoi sei nipoti, sottolineando l'importanza di “catturare ogni istante” e di “rompere continuamente nuove onde”. Wintour, pur avendo meno nipoti, ha ribadito l'importanza della famiglia come pilastro fondamentale della vita, un rifugio sicuro in un mondo in continuo cambiamento. “La famiglia conta, e la famiglia ti darà amore e supporto. Se hai questo, tutto il resto andrà bene.”