On cambia rotta: i co-fondatori al timone, nuove nomine chiave
Un terremoto silenzioso, ma significativo, nel mondo dello sportswear. On, il brand svizzero in rapida ascesa, ha annunciato un radicale cambio nella sua struttura organizzativa, con l'uscita di scena del CEO Martin Hoffmann e l'assunzione congiunta delle redini da parte dei co-fondatori David Allemann e Caspar Coppetti.
Un'evoluzione strategica per la crescita globale
La decisione, annunciata con un comunicato ufficiale, segna una fase di transizione per On, in vista di un'ulteriore espansione sui mercati internazionali. Dopo 13 anni come CFO e 5 come CEO, Martin Hoffmann lascia l'azienda, lasciando dietro di sé un'eredità di crescita impressionante, trasformando On da startup elvetica a colosso multi-miliardario. Il suo contributo, sottolineano i vertici aziendali, è stato “strumentale” per la cultura aziendale e la disciplina finanziaria.
Allemann e Coppetti, già executive co-chair, assumeranno il ruolo di co-CEO, un modello che mira a unire la visione strategica dei fondatori con l'efficienza operativa. L'obiettivo? Muoversi più velocemente, mantenere un focus implacabile sul prodotto e continuare a superare i confini del settore sportswear.
Ma la riorganizzazione non si ferma qui. Scott Maguire, fino ad ora chief innovation and operations officer, è stato promosso a president e COO, con la responsabilità di supervisionare l'intera catena del valore, dalla ricerca e sviluppo alla produzione, passando per il marketing e le operazioni commerciali globali.

Nuove sfide per zimmermann, vestiaire collective e kering
Non solo On, però. Il panorama del lusso e della moda è in fermento, con una serie di nomine e cambiamenti al vertice che ridisegnano il futuro di alcuni dei brand più iconici. Zimmermann, ad esempio, ha affidato la guida a Roberto Eggs, precedentemente board director e con un'esperienza decennale in Moncler. Chris Olliver, CEO dal 2005, assumerà il ruolo di executive chair. La speranza è che Eggs, forte della sua esperienza, possa accelerare la crescita globale del marchio australiano.
Anche Vestiaire Collective ha operato una svolta, promuovendo Thomas Hézard a chief product officer e nominando Rémi Bouchez come chief technology officer. Entrambi i manager si concentreranno sulla strategia prodotto e tecnologica, con un'attenzione particolare all'intelligenza artificiale, per consolidare la leadership del brand nel mercato del resale di lusso.
Kering, d'altro canto, ha annunciato l’ingresso di Pierre Houlès come chief digital, AI & IT officer, forte di un’esperienza ventennale nel settore tech e telecomunicazioni. Parallelamente, Jean-Marc Duplaix, attuale COO, è stato nominato CEO di Kering Jewelry, una nuova divisione che riunisce Boucheron, Pomellato, Dodo e Qeelin, con l'obiettivo di accelerare la crescita del business gioielleria del gruppo. La cifra che parla da sola: Kering punta a consolidare il suo peso nel settore del lusso, con investimenti mirati e una strategia digitale sempre più avanzata.