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Scandalo alla corte suprema: 'dred scott' riapre il dibattito sulla cittadinanza

Washington – La Corte Suprema americana si è confrontata oggi su una questione che risuona con echi di un passato doloroso: il diritto alla cittadinanza per i nati negli Stati Uniti. Il giudice Clarence Thomas ha aperto il dibattito con una domanda carica di significato, evocando il caso storico di Dred Scott, che risale al 1857.

Il fantasma di dred scott incombe sul futuro della cittadinanza

Il fantasma di dred scott incombe sul futuro della cittadinanza

Il caso in esame, Trump v. Barbara, riguarda un ordine esecutivo del presidente Donald Trump volto a eliminare la garanzia di cittadinanza per nascita sancita dal Quattordicesimo Emendamento della Costituzione. Un tentativo, secondo i critici, di realizzare il sogno di un presidente che, a detta di molti, rappresenta l'apice del razzismo bianco.

Il cuore della disputa risiede nella definizione di cittadinanza per i bambini nati da non cittadini temporanei presenti negli Stati Uniti. L'argomentazione della Procura, sostenuta dal procuratore generale D. John Sauer, sosteneva che il Quattordicesimo Emendamento si riferiva esclusivamente ai figli degli schiavi liberati. Un'interpretazione che il giudice John Roberts ha definito “peculiare”.

Sauer si è trovato in difficoltà durante l'interrogatorio da parte di Roberts, soprattutto quando ha fatto riferimento al cosiddetto “turismo della cittadinanza per nascita”, citando “rapporti mediatici” per quantificare il fenomeno. Il giudice Roberts ha prontamente replicato: “Siamo in un nuovo mondo. È la stessa Costituzione”.

Anche l'avvocata Cecillia Wang, che difendeva il diritto alla cittadinanza per nascita, è stata sottoposta a un interrogatorio serrato. La difesa ha sottolineato come milioni di americani, dai discendenti degli immigrati irlandesi come il padre dell'autrice, a quelli degli schiavi liberati, siano nati cittadini semplicemente per essere nati sul suolo americano.

L'atmosfera in aula era tesa, quasi solenne, e il riferimento a Dred Scott, con le sue implicazioni storiche e il suo epilogo tragico, ha pesato sull'intero dibattito. Il verdetto della Corte è atteso nei prossimi giorni, e molti analisti prevedono un voto a favore della cittadinanza per nascita, forse con un margine considerevole. Un risultato che, se dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe un'importante vittoria per i diritti civili e un duro colpo per le ambizioni del presidente.

La storia si ripete, con la stessa ferocia. La cittadinanza, un diritto che per alcuni è scontato, per altri resta una conquista da difendere.

Il ricordo di Shane MacGowan, con la sua poesia che celebra l'identità americana, risuona più che mai oggi.

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