Tuberville: tra gli atleti che cambiano squadra e i fantasmi del passato
Il senatore repubblicano Tommy Tuberville, figura che in Alabama ha sostituito Doug Jones, ha momentaneamente sospeso i suoi commenti infuocati sull'Islam per concentrarsi su un’altra questione, a suo dire, urgente: la possibilità per gli atleti universitari di trarre profitto dalla loro immagine e somiglianza. Un tema, a detta di molti, più che problematico, irrilevante.
La svolta del mercato per gli atleti: un'opportunità o un disastro?
Coach Tuberville, un tempo noto per le sue vittorie sul campo e ora per le sue posizioni controverse in Senato, sembra turbato da questa nuova libertà concessa agli atleti, coloro stessi che hanno contribuito a finanziare la sua carriera. La recente sentenza della NCAA e del Dipartimento di Giustizia permette ora agli atleti di trasferirsi un numero illimitato di volte, una mossa che, secondo il senatore, minaccia l'istruzione e il morale delle squadre. Propone, quindi, una legge che limiterà i trasferimenti a una sola volta, pena un anno di stop. Un piano, francamente, poco audace.
Ma la verità è che questa reazione riflette un tentativo di ripristinare un sistema in cui l'NCAA deteneva un controllo assoluto sui suoi atleti. Un sistema che, come avvertito da molti anni prima, comprese persone come Sonny Vaccaro, era destinato a crollare sotto il peso della sua stessa ingiustizia. La storia ci insegna che, quando si cerca di reprimere le forze del mercato, i risultati sono spesso caotici e, in definitiva, inefficaci. Ricordiamo il caso della Major League Baseball e la clausola di riserva, un tentativo disperato di controllare i giocatori che, inevitabilmente, è stato spazzato via dalla legge.

Un passato finanziario opaco e un'ironia amara
Lo scenario si fa ancora più interessante se si considera il passato finanziario del senatore. Tuberville, dopo aver lasciato Auburn University, si è associato a un ex broker di Lehman Brothers in una società di investimento che si è rivelata una truffa. Stroud, il suo socio, è stato condannato a dieci anni di prigione, mentre Tuberville ha dovuto affrontare una causa per frode e violazione del dovere fiduciario, risolta con un accordo privato nel 2013. Un episodio raramente menzionato durante la sua campagna elettorale, ma che getta un'ombra sulla sua capacità di giudicare questioni finanziarie.
Ironia della sorte, Tuberville ha incassato ingenti somme di denaro per aver lasciato le università, sia quando se n'è andato da Auburn nel 2008 (oltre 5 milioni di dollari) che quando la University of Cincinnati lo ha “lasciato andare” otto anni dopo (2 milioni di dollari). Ora, sembra voler negare agli atleti la stessa possibilità di scegliere il proprio futuro e di trarre vantaggio dalle proprie capacità. Un’ipocrisia che non sfugge all'attenzione.
La legislazione proposta da Tuberville non è altro che un tentativo di riaffermare il controllo su una forza lavoro che è ormai libera. Un tentativo destinato, probabilmente, a fallire di fronte alle aule di tribunale. Si tratta, in definitiva, di un'eco lontana di un'epoca passata, quando l'NCAA poteva permettersi di ignorare le leggi del mercato e i diritti dei suoi atleti. L'American way, come si diceva, ma con un amaro retrogusto di ingiustizia.